Un romanzo storico non è, semplicemente, il racconto di una vicenda ambientata nel passato. Dentro c’è infatti un intero mondo scomparso – ma un mondo vero, non soltanto immaginato – che torna a fare capolino tra le pagine, che respira attraverso personaggi credibili, in cui si intreccia la grande Storia con le piccole storie individuali. In un buon romanzo storico la documentazione più scrupolosa si trasforma in emozione narrativa, ma non perde il suo contenuto di verità.

“Inventare il passato” è un laboratorio dedicato a questo genere così centrale nella nostra storia letteraria (da I promessi sposi a Il nome della rosa) e nasce dall’incontro tra due esperienze diverse e complementari. Da una parte il lavoro di Gabriele Dadati, che nei suoi romanzi pubblicati da Baldini+Castoldi e Solferino ha attraversato epoche molto lontane tra loro – dal Medioevo di Federico II all’età napoleonica, dalla Vienna di Gustav Klimt fino al Novecento di Antoine de Saint-Exupéry – affrontando ogni volta il problema della ricostruzione storica e della sua trasformazione in racconto. Dall’altra l’esperienza di Lucia Tilde Ingrosso, autrice della saga dedicata alla famiglia Monteleone (Baldini+Castoldi), che ha costruito un universo narrativo che si dispiega lungo l’intero Novecento seguendo più generazioni, molteplici personaggi e linee temporali intrecciate.

Cinque sabati, uno al mese, per alternare teoria e pratica: la mattina dedicata agli strumenti del mestiere, il pomeriggio alle esercitazioni, al confronto e alla scrittura.

L’obiettivo non è soltanto apprendere delle tecniche, ma arrivare alla fine del percorso affinando un proprio progetto narrativo fino a renderlo consapevole e solido. Tuttavia il laboratorio è aperto anche a semplici lettori, che vogliono orientarsi meglio anche senza avere l’ambizione di scrivere.